martedì, luglio 14, 2009
lunedì, luglio 13, 2009
Economia tra mille anni - parte 2 -
I successivi quattro secoli vengono denominati l'era dell'Economia Oscillante.
Come un pendolo impazzito l'umanità alterna parossisticamente nuove versioni del Capitalismo e del Comunismo Globale col il risultato di avviare un declino demografico, psicologico, ambientale di cui nessuno parla apertamente ma che sembra portare velocemente all'estinzione della specie umana.
Ma come in tutti i fenomeni di massa è nelle pieghe nascoste dei sistemi che avvengono i cambiamenti apparentemente casuali e insignificanti destinati a segnare svolte epocali.
Non è frutto del pensiero di un leader ma qualcosa di spontaneo che nasce indifferentemente a tutte le latitudini, a macchia di leopardo. Negli ex agglomerati urbani, nelle Grandi Isole Artificiali, nelle caverne Under-Deserto (beh qui non posso mica raccontarvi anche i mutamenti geo-ambientali...).
Il nuovo stile di vita economico emerge come una necessità dall'evoluzione darwiniana, frutto dell'adattamento casuale all'ambiente e della finalità cibernetica e inscritta nella logica del cosmo.
Solo più tardi quando il movimento spontaneo si consolida gli verrà dato il nome che tutti noi conosciamo: Economia del Reale Bene Comune (ERBEC).
Quasi settecento anni di sofferenza per azzerare tutti i precedenti concetti economici. Ma non settecento anni inutili, perchè senza quell'esperienza la nuova economia non sarebbe mai nata. Quando tutto sembrava perso è emerso l'essenziale; attraverso generazioni di nuovi uomini e donne che oramai avevano un marchio indelebile nel loro DNA, capace di trasmettersi alle generazioni successive come il colore degli occhi.
Come la mano è alleata del piede, il rene lo è dello stomaco e il sistema sanguigno lo è con quello linfatico. Il cosìdetto gene della sopravvivenza della specie si era impiantato.
Eppure era qualcosa che l'umanità conosceva da sempre, che tutte le grandi religioni del mondo l'avevano predicato (ahimè spesso solo predicato).
Oggi l'umanità in cui viviamo (sono sempre le parole del prof. Rach) è lontana dall'essere perfetta e sappiamo che non lo sarà mai. Forse anche questo sistema mostrerà con i secoli nuovi limiti o derive fatali.
Come in un singolo corpo umano ferite e malattie si aprono e si diffondono nel tessuto sociale. Ma il sistema immunitario e di difesa sociale è in grado di auto intervenire, di isolare il malessere; ogg,i e speriamo per qualche secolo ancora, viviamo questa straodinaria epoca in cui libertà e benessere del singolo e dell'umanità, se proprio non coincidono, almeno convergono.
Nel campo seminato dell'uomo del XXX secolo, grano e zizzania crescono ancora insieme ma il grano è più forte perchè ha preso consapevolezza interiore che nel suo insieme, il mondo, nonostante le più devastanti crisi, ha l'opportunità di andare verso il meglio.
E' vero, una nuova crisi può nascere ed essere così potente da azzerare tutto, ma è proprio per questo che matura, di generazione in generazione, la capacità di non adagiarsi, di non fermarsi.
L'era del Cambiamento Continuo è la nostra realtà di oggi e voi miei carissimi allievi siete chiamati a fare memoria del passato per non spegnere il ricordo degli errori: li portiamo come cicatrici nel nostro intimo, li vediamo nel sistema ambientale, nel clima, nella necessità di economizzare le energie disponibili, ma oggi nessuno è senza lavoro e senza cibo, per definizione intrinseca di economia, per solidarietà personale e per regole di mercato, in un mix di energie.
Tutti membra di un sol corpo.
In sogno mi è anche apparso uno schema mostrato in una cyber-lavagna ho cercato di riprodurlo, qui sotto.


Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
21:19
0
commenti
Link a questo post
Economia tra mille anni - parte 1 -
Vorrei sapere se "tra mille anni la razza umana si sara' evoluta e sara' riuscita a superare le dinamiche limitate del capitalismo."
Mille anni sono tanti. Non solo, ma è facile ipotizzare che i cambiamenti avvenuti fra l'anno 1001 e il 2001 siano poca cosa in confronto a quelli che avverranno nel successivo millennio.

Io però, in sogno, ho ricevuto la visione di 30 minuti di futuro. Sento che è venuto il momento di pubblicarlo.
Sicuramente sono stato molto fortunato perchè in quel piccolo intervallo temporale che si è aperto alla mia mente, ho avuto la risposta al quesito iniziale di Gao postato sul mio blog.
Rach, studioso di Archeologia Economica inizia una lezione per la sua classe di studenti. Cinquemilatrencentoquattordici giovani sono collegati tramite i bio-sensori al loro stimato professore, il quale, circondato dalla sua virtual-pico-library, affronta il tema delle rivoluzioni economiche dell'ultimo millennio.
"Dopo il fallimento del socialismo reale, alla fine del XX secolo, e la prima crisi capitalistica globale dell'inizio del XXI secolo, alternati da periodi di stabilità sempre più brevi, si è sviluppata la seconda crisi Globale, drammaticamente scoppiata nel 2054. Niente a che vedere con quella degli anni 2008/2010.
Nonostante tanti discorsi quel primo evento era stato velocemente dimenticato e tutto era tornato come prima. Inutili erano stati i moniti di poche persone illuminate che avevano sostenuto la necessità di trarre insegnamenti profondi e cambiamenti radicali nello stile di vita.
Il 2054 segna la vera crisi del sistema capitalistico e del libero mercato. Interi popoli assediano le cittadelle con i forzieri alimentari ed energetici dei potenti della terra. Non è un movimento politico è la forza della sopravvivenza che riuscirà ad annientare le resistenze anche quelle armate e violente. Il cinismo e l'aggressività del capitalismo emergono con una brutalità inimmaginabile.
Come controreazione, nel 2089 inizia l'era del cosìdetto Socialismo Post-Virtuale, una nuova edizione del socialismo reale, ma ancora più devastante perchè il socialismo applicato in scala globale si trasforma dopo solo pochi anni di euforia in una lotta di potere da continente a continente, di asservimento alle regole centralizzate dal goverso mondiale e di disumanizzazione e cinismo verso qualsiasi forma di vita, inclusa quella umana, che si discosti dallo "standard-preconfigurato" per legge.
(continua parte 2)
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
19:58
0
commenti
Link a questo post
domenica, luglio 12, 2009
Parlare chiaro
Questo è per le aziende che per risanare i bilanci non trovano di meglio che licenziare.
Rispetto a quanto accadeva nella societa` industriale del passato, oggi la disoccupazione provoca aspetti nuovi di irrilevanza economica e l’attuale crisi puo` solo peggiorare tale situazione. L’estromissione dal lavoro per lungo tempo, oppure la dipendenza prolungata dall’assistenza pubblica o privata, minano la liberta` e la creativita` della persona e i suoi rapporti familiari e sociali con forti sofferenze sul piano psicologico e spirituale. Desidererei ricordare a tutti, soprattutto ai governanti impegnati a dare un profilo rinnovato agli assetti economici e sociali del mondo, che il primo capitale da salvaguardare e valorizzare e` l’uomo, la persona, nella sua integrita`: ‘‘L’uomo infatti e` l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale’’.
caritas in veritae (par.25)
Se questo non è parlare chiaro!
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
19:57
2
commenti
Link a questo post
sabato, luglio 11, 2009
Tutto come prima?
E' appena passato il G8. I grandi, i quasi grandi e quelli che vorrebbero diventare grandi si sono lasciati con tanti impegni e promesse.
Queste parole tratte dall'enciclica di Benedetto XVI (par. 23) si addicono molto bene alla situazione.
Molte aree del pianeta, seppure in modo problematico e non omogeneo, si sono evolute, entrando nel novero delle grandi potenze destinate a giocare ruoli importanti nel futuro. Va tuttavia sottolineato come non sia sufficiente progredire solo da un punto di vista economico e tecnologico. Bisogna che lo sviluppo sia anzitutto vero e integrale. L’uscita dall’arretratezza economica, un dato in se´ positivo, non risolve la complessa problematica della promozione dell’uomo, ne´ per i Paesi protagonisti di questi avanzamenti, ne´ per i Paesi economicamente gia` sviluppati, ne´ per quelli ancora poveri, i quali possono soffrire, oltre che delle vecchie forme di sfruttamento, anche delle conseguenze negative derivanti da una crescita contrassegnata da distorsioni e squilibri.
Dopo il crollo dei sistemi economici e politici dei Paesi comunisti dell’Europa orientale , sarebbe stato necessario un complessivo ripensamento dello sviluppo.

(immagine Giannelli- Corriere)
Invece stiamo facendo i conti la crisi globale. Io ho il timore che non sfrutteremo questa opportunità per rivedere la priorità dei valori.
In fondo i governi ci stanno dicendo che oramai si tratta di una crisi soprattutto psicologica, basta ricominciare a spendere e tutto tornerà come prima...
Ma è questo che vogliamo?
Tutto come prima?
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
19:44
2
commenti
Link a questo post
martedì, luglio 07, 2009
Attrezzi spuntati
Stavo buttando via un a scatola contenente roba vecchia e inutilizzabile. Tra quel materiale c'erano un paio di utensili spuntati; all'ultimo momento ho cambiato idea e ho deciso di tenerli ancora.
(sogno 7/7/09)
Come leggere questo sogno?
Mi rendo conto che ci vorrebbe un contesto nel quale inquadrarlo e che il significato è ambiguo.
I vecchi attrezzi spuntati potrebbero essere "vecchie" modalità, già sperimentate in passato di affrontare la vita; potrebbero essere quindi utensili che portano alla crescita dell'ansia o contribuiscono ad alimentare inutili e dannose prospettive. In questo caso il gesto di tenerle ancora con sé è da valutare come un pericolo. Attrezzi esausti non serviranno a produrre risultati positivi.
D'altra parte, se gli attrezzi che stavo buttando via rappresentassero delle risorse interiori "antiche" ma solo apparentemente inutili, allora la valutazione cambierebbe drasticamente: il loro recupero diventerebbe un gesto istintivo di salvezza. Idee ancora valide alle quali occorre solo rifare la punta e poi sono ancora pronte per affrontare il futuro...
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
22:39
1 commenti
Link a questo post
Etichette: sogni
La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino
Lo spettacolo dei politici italiani che tirano le parole del papa di qua e di là e i dilaganti commenti, troppo spesso improvvisati, superficiali e banali, non sono molto incoraggianti per stabilire un dialogo costruttivo fra le culture.
Ma la nuova lettera enciclica è argomento troppo importante per scoraggiarsi. Suggerisco di leggerla con calma, senza preconcetti.
Nel contesto della ricchissima tradizione della dottrina sociale della Chiesa mi sembra, in prima battuta, un contributo importante al pensiero sull'uomo.
Stasera mi sono soffermato sul paragrafo (21).
Erano fondate le preoccupazioni della Chiesa sulle capacita` dell’uomo solo tecnologico di sapersi dare obiettivi realistici e di saper gestire sempre adeguatamente gli strumenti a disposizione. Il profitto e` utile se, in quanto mezzo, e` orientato ad un fine che gli fornisca un senso tanto sul come produrlo quanto sul come utilizzarlo. L’esclusivo obiettivo del profitto, se mal prodotto e senza il bene comune come fine ultimo, rischia di distruggere ricchezza e creare poverta`. Lo sviluppo economico doveva essere tale da produrre una crescita reale, estensibile a tutti e concretamente sostenibile.
Le forze tecniche in campo, le interrelazioni planetarie, gli effetti deleteri sull’economia reale di un’attivita` finanziaria mal utilizzata e per lo piu` speculativa, gli imponenti flussi migratori, spesso solo provocati e non poi adeguatamente gestiti, lo sfruttamento sregolato delle risorse della terra, ci inducono oggi a riflettere sulle misure necessarie per dare soluzione a problemi di impatto decisivo per il bene presente e futuro dell’umanita`.
La crisi ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative.
La crisi diventa cosı` occasione di discernimento e di nuova progettualita`. In questa chiave, fiduciosa piuttosto che rassegnata, conviene affrontare le difficolta` del momento
presente.
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
22:22
0
commenti
Link a questo post
lunedì, luglio 06, 2009
Pere in arrivo
Almeno per i peri i frutti arrivano....ben 10 dal mio minuscolo alberello piantato l'anno scorso.
Ne sono orgoglioso come s efosse merito mio, in verità un po' è vero perchè l'ho protetto dal vento forte puntellandolo in inverno, l'ho difeso dagli acari e dalle formiche con trattamenti che non fossero però troppo violenti chimicamente, ho ripulito dalle erbacce il suo tronco.
Me ne sono occupato.
Ci sarà una metafora anche per le cose degli uomini?
Pubblicato da
Vincenzo Trichini
a
19:39
1 commenti
Link a questo post







